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GEOECONOMIA DELL'ARTE CONTEMPORANEA NEL 2016. Il report di MADE Artis

December 12, 2016

Approfittando della riorganizzazione del mercato cinese, gli Stati Uniti e il Regno Unito guadagnano insieme 5 punti di quota di Mercato. Oggi rappresentano il 65% dei ricavi mondiali d’Arte Contemporanea. La loro forza si fonda su un’offerta intensa (un quarto delle opere transitano da Londra e New York), un quasi-monopolio del mercato di fascia molto alta e, infine, sulla loro capacità unica di riunire il meglio della domanda internazionale.

Prima potenza del pianeta con 582 milioni di dollari di opere contemporanee vendute in 12 mesi, gli Stati Uniti detengono il 38% di questo Mercato. Quasi il 95% di tale risultato proviene dalla città di New York, nonostante alcune aggiudicazioni di valore si siano sporadicamente registrate in Florida e in Texas. Quest’anno gli introiti americani perdono il 24%, ma conservano ancora un vantaggio considerevole.

Dal canto suo, il Regno Unito riunisce oltre un quarto dei ricavi mondiali. Nonostante un calo del 10%, gli utili generati dalle vendite d’Arte Contemporanea (399 milioni di dollari) creano un gap di 40 milioni di dollari con la Cina. Quest’anno, la Repubblica Popolare non ambisce più al secondo posto che aveva conquistato di stretta misura l’anno scorso. Tuttavia, non si è ancora arresa, ridiventando in modo incontestabile la potenza numero 1 del Mercato dell’Arte globale.

 

Ripartizione geografica delle vendite di arte Contemporanea

(fonte arprice) 

 

 

La Cina si riorganizza

 

Il bilancio delle vendite in Cina mette in luce una profonda riorganizzazione degli acquisti di opere d’arte nel Paese. Di fronte al riassetto generale intrapreso all’inizio del 2014, i collezionisti si sono orientati verso gli artisti “storici”, un movimento che ha interessato, ovviamente, in primis le vendite d’Arte Contemporanea. Il loro ricavato ha conseguentemente subito un calo del 47% e il numero di transazioni si è dimezzato in Cina dove il tasso d’invenduti resta tuttavia stabile.

I collezionisti cinesi non hanno disertato le sale d’asta ma si sono riposizionati, privilegiando gli artisti principali della Storia dell’Arte. Di conseguenza, le recenti transazioni hanno riconfermato la loro presenza sul Mercato occidentale nonché l’estensione del loro potere d’acquisto, come dimostrato dai tre capolavori europei acquistati quest’anno: Bassin aux nymphéas, les rosiers di Claude Monet (20,4 milioni di dollari), L’allée des Alyscamps di Vincent Van Gogh (66,3 milioni di dollari) e Nu Couché di Amedeo Modigliani (170 milioni di dollari).

Nonostante costituisca la prima potenza del Mercato dell’Arte globale (prendendo in considerazione tutti i periodi di creazione), la Repubblica Popolare Cinese occupa solo il terzo posto in fatto d’Arte Contemporanea. Rappresenta il 24% dei ricavi mondiali rispetto al 33% circa dell’esercizio precedente.

Questo adeguamento fa vacillare solo leggermente la lunga ascesa del mercato dell’Arte Contemporanea in Cina, stabile al 470% negli ultimi dieci anni. La Cina continua quindi la sua riorganizzazione, guidata da una regolamentazione draconiana; il problema degli insoluti è stato risolto attraverso una legislazione estremamente severa, in vigore da due anni.

 

Classifica delle città per fatturato delle vendite di Arte Contemporanea

   

            Città                           Fatturato               Lotti venduti       Miglior risultato

 

    1     New York      551.288.264 $    3 075    57.285.000 $
    2     Londra        396.516.986 $    3 561    16.346.086 $
    3     Hong Kong     147.119.080 $    1 347    5.443.800 $
    4     Pechino       132.336.961 $    2 902    5.954.355 $
    5     Parigi        37.020.653 $     4 293    3.028.112 $
    6     Canton        26.463.136 $     907      1.367.925 $
    7     Shanghai      15.872.066 $     495      1.044.888 $
    8     Hangzhou      12.633.575 $     216      1.209.754 $
    9     Taipei        11.382.617 $     358        852.564 $
    10    Vienna        7.361.495 $      681        491.006 $

 

 

Consolidamento dei mercati locali in Asia

 

L’Indonesia, le Filippine e la Corea del Sud vantano scene artistiche contemporanee particolarmente intense, ma faticano a svincolarsi dalla dominazione di Hong Kong e Singapore. Questi tre mercati poggiano essenzialmente su artisti nazionali. Purtroppo, le loro opere migliori transitano da Hong Kong e Singapore, non appena ottengono un riconoscimento a livello internazionale.

Anche quest’anno, il Mercato indonesiano, 312.000 $, non ha potuto beneficiare degli ottimi risultati d’I Nyoman Masriadi (1973) e di Christine Ay Tjoe (1973), due artisti della Top 500 mondiale.

Le Filippine, al contrario, sono riuscite a riportare una quota del mercato dei suoi migliori artisti all’interno dei propri confini. Le vendite di Ronald Ventura (1973), l’artista più eminente del Paese, si dividono oggi tra Hong Kong 70% e Manila 30%. Fino al 2010, Hong Kong e Singapore detenevano il monopolio dell’intero mercato di questo artista. A Manila si concentra oggi anche il 40% dei proventi delle vendite della nuova star Jigger Cruz (1984).

Damien HIRST Love, Love, Love, Love

 

Facendo rientrare in patria le vendite dei propri artisti la cui quotazione cominciava a spiccare il volo all’estero, le Filippine hanno dato vita a un mercato vivace e dinamico, capace di attrarre i maggiori collezionisti. Grazie a un simile tour de force, il Paese ha raggiunto la 12a posizione dei mercati mondiali, superando mercati storici quali quello dei Paesi Bassi, 13°, e quello del Belgio, 14°.

La Corea del Sud mostra uno sviluppo simile, se non addirittura più impressionante. Il fatturato delle vendite all’asta di Arte Contemporanea, 5,5 milioni di dollari, compie uno straordinario balzo in avanti pari al 51%. Questa crescita si deve alle vendite di eminenti artisti nazionali (sette fanno parte della Top 500 mondiale) ma anche a tre buone aste di opere di artisti occidentali.

 

Top 10 dei risultati di vendita di Arte Contemporanea in Corea

 

           Artista                                                      Opera                                               Prezzo

 

1  Damien HIRST           Love, Love, Love,            244.970 $    
2  Sangki SON             Nothing but Roses            194.480 $    
3  Chi Gyun OH            Persimmons (2010)            139.400 $    
4  Sangki SON             The City of Labour           125.630 $  

5  Sangki SON             Early Spring-Extra           124.740 $   
6  Dong-Youb LEE          Situation B (1974)           104.923 $    
7  Anselm REYLE           Untitled (2007)               93.500 $   
8  Sangki SON             In Bugahyeon-dong             76.670 $    
9  Hernan BAS             Case Study                    68.006 $    
10 Julian OPIE            Carlos, Schoolboy             67.562 $  

 

Sangki SON Nothing but Roses

 

 

 

L’Europa trova un equilibrio

 

Le capitali europee del Mercato dell’Arte Contemporanea resistono relativamente bene alle turbolenze. Vienna (7,3 milioni di dollari), Amsterdam (4,9 milioni di dollari), Berlino (4,2 milioni di dollari), Bruxelles (3,2 milioni di dollari) e Milano (1,6 milioni di dollari) quest’anno vivono una leggera crescita. L’esitazione del mercato tocca principalmente le vendite di fascia alta, settore in cui queste città non hanno un vero peso. Solo il risultato tedesco, attualmente un mercato relativamente piccolo, può apparire inquietante: 17,6 milioni di dollari, vale a dire un calo del 19%. Si tratta della perdita più pesante riscontrata in Europa. Particolarmente preoccupante è il tasso d’invenduti, che passa dal 44% al 55%. Questo indicatore deve essere monitorato anche in Italia. Nonostante il Paese si mantenga in 7a posizione grazie a 8,5 milioni di dollari di ricavi, negli ultimi 12 mesi quasi un lotto su due non è stato aggiudicato. Infine, la Francia mantiene la sua quarta posizione sul Mercato dell’Arte Contemporanea. Si registra una perdita del 6,8%, con un fatturato di 41,4 milioni di dollari: una contrazione comprensibile nel contesto attuale. L’intensità degli scambi resta alta nel paese, dove ogni anno vengono vendute più opere contemporanee che nel Regno Unito o in Cina. Due risultati superiori al milione di dollari sono stati registrati a Parigi quest’anno, a dimostrazione che la capitale francese tiene un piede nel Mercato di fascia alta.  

 

 

 

L’influenza dei mercati nazionali

 

 

La classifica dei 500 artisti più venduti alle aste rivela l’influenza che può avere l’intensità di un mercato nazionale sui risultati degli artisti di quel Paese: 99 americani e 187 cinesi occupano circa il 60% della classifica. Tuttavia, la dominazione degli Stati Uniti resta particolarmente palpabile al vertice: cinque artisti americani raggiungono la Top 10 contro un solo cinese.

Gli artisti britannici sono rappresentati relativamente male rispetto alla forza del mercato londinese: solo 36 nomi, vari dei quali, però, in posizioni molto alte. A cominciare dai più celebri: Peter Doig n. 5, Damien Hirst n. 14, Antony Gormley n. 31. Altri artisti, meno noti al grande pubblico, registrano risultati annui importanti, alla stregua di Lynette Yiadom-Boakye (1,3 milioni di dollari), Harland Miller (934.000 $), Hurvin Anderson (796.000 $) o, ancora, Adam McEwen (600.000 $).

Antony Gormley

 

La Germania, dal canto suo, vanta 31 rappresentanti, tra i quali dieci figurano nella Top 100: Anselm Kiefer, Günther Förg, Martin Kippenberger, Neo Rauch, Sterling Ruby, Albert Oehlen, Thomas Schütte, Andreas Gursky, Rosemarie Trockel e Isa Genzken. Purtroppo, le migliori opere dei grandi artisti tedeschi attualmente si scambiano nelle due principali capitali anglosassoni, Londra e New York… Una tendenza all’esportazione che oggi Berlino tenta di arginare.

Nel complesso, queste quattro nazionalità generano il 70% del fatturato delle vendite all’asta della Top 500. Conseguentemente, non resta che poco spazio per tutte le altre provenienze. L’Italia, la Francia e il Giappone sono tutte e tre rappresentate da una decina scarsa di artisti. Il numero di rappresentanti si riduce ulteriormente per i belgi (otto artisti), i filippini (sette), i russi e i brasiliani (cinque). Infine, solo quattro indiani (Anish Kapoor, Subodh Gupta, Ravinder Reddy, Raqib Shaw) e tre spagnoli (Miquel Barcelo, Juan Munoz e Jaume Plensa) fanno registrare più di 254.000 $ di fatturato delle vendite all’asta: il prezzo per il biglietto d’ingresso nella Top 500 quest’anno.

 

Nazionalità degli Artisti della Top 500

 

Luglio 2015 – Giugno 2016 (fonte artprice)

 

Se le quotazioni degli artisti britannici e americani sono stimolate dalla concentrazione del Mercato dell’Arte occidentale a Londra e New York, si verifica un fenomeno simile per gli artisti stranieri, che vedono le loro opere raggiungere prezzi più elevati in queste città. Di conseguenza, più della metà del fatturato degli Stati Uniti e del Regno Unito si basa sulle vendite di artisti stranieri.

La forza di un mercato dipende oggi dalla sua capacità di combinare un’offerta e una domanda internazionali, cosa in cui le grandi case d’aste eccellono.

 

 

Le grandi case rallentano

 

La sede di Christie's

 

Nonostante un fatturato in calo del 19%, Christie’s rimane la prima casa d’aste di Arte Contemporanea al mondo, con 545 milioni di dollari. La sua concorrente storica, Sotheby’s, è meno colpita in questo segmento e registra solo una contrazione minima del 2%. Malgrado un anno difficile, queste due case d’aste detengono sempre il 61% dei ricavi mondiali. Anche Phillips, che conferma la sua terza posizione con un risultato stabile rispetto all’esercizio precedente (160 milioni di dollari) resta sempre a una buona distanza dalle due prime case.

Per assicurare la stabilità dei prezzi, Christie’s e Sotheby’s si sono viste costrette a contenere l’offerta di fascia molto alta sin dai primi segni di indebolimento del Mercato. Le opere migliori, che normalmente sono coperte da garanzie, sono state particolarmente rare nel corso degli ultimi mesi, il che spiega gran parte del deficit delle due case che concentrano la maggior parte delle transazioni di queste opere.

 

      Casa d’aste               Fatturato delle vendite           Lotti venduti           Miglior risultato


1    Christie’s           36%               5%        57.285.000 $
2    Sotheby's            
25%               4%        13.914.000 $
3    Phillips             11%               3%         5.775.437 $
4    Poly International    4%               2%         2.627.635 $
5    China Guardian        3%               1%         5.954.355 $
6    Beijing Council       1%               0%         728.899 $
7    Xiling Yinshe         1%               0%         1.209.754 $
8    Holly International   1%               0%         1.367.925 $
9    Bonhams               1%               1%           758.924 $
10   Artcurial             1%               1%           398.790 $

 

Luglio 2015 – Giugno 2016

 

La sede di Sotheby's

 

Cinque case d’aste cinesi si classificano tra le prime dieci case d’aste al mondo per l’Arte Contemporanea. I loro risultati annui variano tra 44,5 e 12,2 milioni di dollari. Non possono quindi minare il triumvirato Christie’s-Sotheby’s-Phillips.

In Occidente, Bonhams e Artcurial mantengono un posto nella Top 10 con, rispettivamente, 11 e 9 milioni di dollari, grazie a più di 700 opere contemporanee vendute nell’anno per entrambe.

La sede di Phillips

 

Il Mercato francese resta uno dei più intensi, ricchi e diversificati in termini di offerta. Decima casa d’aste mondiale, Artcurial raddoppia il proprio risultato e detiene il 23% del Mercato dell’Arte Contemporanea in Francia. Raddoppiano anche i ricavi di Cannes Enchères, mentre quelli di Cornette de Saint-Cyr passano da 1,4 a 2,3 milioni di dollari, in particolare grazie a Cannon (Act 1) (1981), un disegno di Jean-Michel Basquiat venduto a 680.000 $. Infine, Millon e Piasa proseguono gomito a gomito, passando ognuna da 1 a 1,9 milioni di dollari.

Il Mercato francese, sebbene dominato da Christie’s e Sotheby’s (37% del fatturato), dimostra che è possibile una convivenza tra i colossi internazionali e le piccole e medie case d’aste. Quest’anno, la loro complementarietà si dimostra vantaggiosa anche per la stabilità globale del Mercato.

 

 

Un acquisto strategico

 

 

Nella relazione di Soft Power che contrappone la Cina agli Stati Uniti per la supremazia del Mercato dell’Arte, si è verificato un colpo di scena con l’acquisto da parte di Taikang Life Insurance del 13,5% del capitale della casa americana Sotheby’s. Il suo presidente, Chen Dongshen, è anche il proprietario della casa d’aste cinese China Guardian, 4a casa d’aste mondiale.

Tad Smith, CEO di Sotheby’s, ha sottolineato che i membri del consiglio approvavano tale operazione strategica. Il prezzo delle azioni Sotheby’s, unica casa d’aste quotata in borsa (a New York), fa registrare una crescita del 52% tra il 1° gennaio 2016 e la metà d’agosto, indicatore della fiducia che i mercati finanziari ripongono nel Mercato dell’Arte.

Il consolidamento delle due Case d’aste darebbe alla nuova entità così creatasi una posizione di leader mondiale incontrastato e incoronerebbe definitivamente la Cina come n. 1 mondiale del Mercato dell’Arte.

Chen Dongshen Presidente di China Guardian

 

China Guardian (il cui fatturato delle vendite di Belle Arti l’anno scorso era pari a 553 milioni di dollari) detiene il 24% di Taikang, il che lo rende il suo 1° azionista; una situazione che rilancia anche la speculazione secondo cui Poly Auction vorrebbe acquistare Bonhams UK.

L’ingresso di Chen Dongshen in Sotheby’s è spinto dalla passione di tutta una vita. Ha fondato la Casa d’aste China Guardian 25 anni fa, 3 anni prima di fondare Taikang, la sua compagnia di assicurazioni. Gli azionisti di Taikang includono, tra gli altri, Goldman Sachs (13%) e un fondo d’investimento con base a Singapore. Chen Dongshen, 59 anni, della provincia di Hubei nella Cina centrale, ha un dottorato in economia dell’università di Wuhan, ha lavorato come caporedattore di una rivista economica statale prima di fondare China Guardian nel 1993. Allo scopo di ottimizzare le vendite di China Guardian, ha analizzato meticolosamente quelle di Sotheby’s a Hong Kong. Suddividendo i suoi centri di interessi tra arte e assicurazione, espone nei suoi uffici calligrafie e pitture tradizionali cinesi. Infine, a Pechino, nuova sede centrale della sua casa d’aste, il Guardian Art Center, ospiterà un complesso culturale di respiro internazionale. Chen Dongshen è inoltre il marito di una delle nipoti di Mao.

 

 

 

Marco O. Avvisati

 

 

 

 

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