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PUBBLICATO IL NUOVO RAPPORTO TEFAF 2018 SUL MERCATO FINANZIARIO NELL'ARTE: Cambia la formula e diventa interattivo. Scaricabile per i lettori di MADE

May 8, 2018

 

TEFAF (The European Fine Art Foundation) ha dichiarato che il suo annuale rapporto considerato il punto di riferimento per quantificare i dati del mercato dell'arte, sarebbe andato in “pensione” per lasciare il posto ad una forma diversa della tradizionale edizione, sviluppandosi in versione digitale strutturata sui diversi temi inerenti al mercato dell'arte, e che MADE vi propone in anteprima.

Il 4 maggio a New York, la fiera d'arte olandese con l'edizione TEFAF Spring aperta fino all’8 maggio, ha presentato il nuovo rapporto, nella versione digitale, dedicato all'art-financing industry curato quest'anno da Anders Petterson, fondatore della società di analisi ArtTactic.

 

 

La scelta della nuova edizione e struttura del rapporto TEFAF fa seguito all'abbandono nel 2016 di McAndrew, che aveva firmato il rapporto TEFAF dal 2008,  per scrivere un rapporto simile e concorrente per Art Basel.

La TEFAF ha quindi assunto la professoressa Rachel Pownall dell'Università di Maastricht per produrre il suo rapporto che è stato pubblicato nel marzo dell'anno scorso. La metodologia del rapporto della Pownall differiva da quella di McAndrew, rivelando risultati contrastanti: Pownall ha rivisto il valore del 2015 del mercato dell'arte a $ 44 miliardi dai $ 63,8 miliardi di McAndrew. Per il 2016 è stato stimato un totale di $ 45 miliardi, mentre McAndrew ha valutato $ 56,6 miliardi.

 

 

Dopo aver esaminato la strategia del rapporto sul mercato dell'arte nel 2017 e consultandosi con le parti interessate e gli esperti del settore, TEFAF è giunta alla conclusione che avrebbe servito meglio il suo pubblico fatto di professionisti e la comunità artistica producendo un rapporto non solo di dati, ma di analisi e comparazioni in modo approfondito e relazioni altamente focalizzate che si concentrano su una varietà molto ampia di argomenti nel mercato dell'arte che un rapporto tradizionale non è piu in grado di garantire vista l'esigenza sempre piu alta degli operatori di incrociare dati tra loro in maniera indipendente ed autonoma, cosa che solo la versione digitale può consentire.

 

 

 

L'analisi è il frutto di un'indagine che ha coinvolto 142 tra art dealer e gallerie che partecipano al TEFAF sul tema della gestione delle risorse finanziarie da parte del mondo dell'arte. Prima di presentare i dati dell'indagine gli esperti di ArtTactic sottolineano che, anche se il campione non è rappresentativo, in particolare per via dei severi criteri di selezione del TEFAF, rappresenta la tipologia di dealer e gallerie alle quali le istituzioni finanziarie concedono i prestiti più facilmente in quanto considerano il rischio dell'operazione “accettabile”.

 

  

 

 

 

I Dati del Rapporto TEFAF 2018


TEFAF 2018 quindi al posto dei “numeri” sul mercato dell'arte, si è concentrato sulla piu approfondita analisi di settore, con l'intento di fornire agli operatori una serie di elementi che i lettori possono incrociare tra loro secondo le peculiari esigenze degli operatori stessi senza dover seguire necessariamente il processo e la logica editoriale preordinata dall'editore.

 

 

 


Il valore. L'ammontare dei prestiti con garanzia in arte, concessi alle gallerie e ai dealer è stimato tra 1,4 e 2,1 miliardi di dollari, pari all'8-10% del mercato che nel 2017 è stato stimato tra 17 e 20 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti sono il mercato più sviluppato e, anche se è difficile calcolare la quota di mercato, le stime indicano che il 90% dei prestiti è sottoscritto proprio negli Stati Uniti. Tale dinamica è certamente favorita da un quadro normativo più vantaggioso: l'Uniform Commercial Code (UCC) consente, infatti, al mutuatario di mantenere il possesso delle opere d'arte durante il periodo del prestito, con un notevole vantaggio per i dealer.


In Europa il quadro giuridico rimane frammentato: sebbene siano state proposte modifiche alla legge in diversi paesi europei, la mancanza di un quadro giuridico uniforme resterà un ostacolo per lo sviluppo futuro di questo mercato in Europa.

 

 

 


Il leverage. Il valore medio del rapporto debt-to-asset tra i 142 dealer presenti al TEFAF è stato del 7% (compreso il valore degli asset immobiliari) e del 5% se si esclude il settore immobiliare. La maggioranza, il 64% dei dealer ha dichiarato di avere un rapporto debt-to-asset tra 0 e 9% compresi gli immobili, mentre il 56% dei dealer e delle gallerie intervistate ha dichiarato di non avere alcun debito.
Il rapporto di indebitamento raggiunge il 15% (con il patrimonio immobiliare) se i prestiti sono garantiti da opere d'arte e dell'11% se è escluso il settore immobiliare.

 

 

Va, tuttavia, segnalato che il 75% dei dealer ha affermato di aver ottenuto prestiti garantiti da opere d'arte quando l'istituto può avere in garanzia il loro patrimonio personale e anche in virtù delle relazioni con l'istituto di credito. 
Confrontando l'uso della leva finanziaria (esclusi gli immobili) tra i diversi segmenti del mercato dell'arte, i dealer che presentano a garanzia opere d'arte impressionista, moderna e contemporanea beneficiano di una leva finanziaria maggiore rispetto a chi propone altre categorie di collectible in virtù del fatto che sono i segmenti più liquidi del mercato dell'arte.

Nel 2017, Impressionismo e Moderno insieme al Post War e al Contemporaneo hanno rappresentato il 50,8% del fatturato annuale di Sotheby's, Christie's e Phillips, rispetto al 46,1% del 2016.

 

 


Le sfide future. L'iter di sottoscrizione dei prestiti con garanzia di opere d'arte sono lunghi per il 44% degli intervistati, mentre i finanziatori sostengono che i dealer sono carenti nel soddisfare i regolamenti di KYC (Know Your Client), quali il riciclaggio di denaro, assegni bancari e altre due diligence richieste dall'istituto di credito. Inoltre, per gli istituti di credito una delle sfide più importanti nel processo di due diligence, è stabilire la proprietà legale dell'opera d'arte e la sua autenticità. La nuova tecnologia basata sulla blockchain potrebbe affrontare questo problema nel mercato dell'arte, ma su questo sia gli operatori che noi di MADE manteniamo un certo distacco. Infine il costo del finanziamento è decisamente troppo elevato per il 21% degli art dealer e può raggiungere un range compreso tra 6-24%.

 

 

Marco O. Avvisati

 

 

 

SCARICA IL RAPPORTO TEFAF 2018

QUI


    


 


    


 

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