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STORIA DEL COLORE ROSSO. Dal Paleolitico ad oggi, con qualche curiosità

July 18, 2018

 

 

 

 

Per la maggior parte, i pittori hanno sempre amato il rosso, dal Paleolitico ad oggi. Molto presto, la tavolozza del rosso è arrivata ad offrire una varietà di sfumature e a favorire un gioco cromatico più vario e delicato rispetto a qualsiasi altro colore. Nel rosso, gli artisti hanno trovato un alleato perfetto, con le sue numerose varianti per costruire lo spazio pittorico, distinguere aree e piani, creare accenti, produrre effetti di ritmo, movimento ed evidenziare una figura o l'altra. Su muri, tele, legno o pergamena, la "musica" dei rossi è sempre stata la piu prolifica, più cadenzata e più risonante di altri

 

Uno dei disegni della Grotta di Altamira

 

Il rosso è il primo colore dell’arcobaleno e si pensa sia anche il primo colore percepito dai bambini. In latino “rubens” (rosso) è sinonimo di colorato; è un colore dai molteplici significati sin dai tempi antichi. È primariamente il colore del sangue, dei muscoli, dunque simbolo di vita e vitalità, non per niente gli antichi romani veneravano il Dio Marte il cui colore rosso stava a significare il sangue sparso durante le battaglie. Ed infatti il rosso ci indica il valore dell’aggressività, della voglia di fare, di vincere e primeggiare, della passione, della fiducia in noi stessi. Tutti sentimenti molto forti che indicano uno stato di eccitazione, di fierezza e orgoglio. Simbolo anche di nascita religiosa e di rinascita pagana, il rosso è il colore del Natale, ma anche il colore della regalità; sono noti i mantelli di ermellino rosso delle massime autorità.

 

Il rosso Pompeiano

  

Se risaliamo all’arte paleocristiana notiamo che si dipingevano di rosso gli arcangeli e i serafini. Nei dipinti rinascimentali la Madonna non è solo rappresentata nella veste bianco-azzurra ma è spesso dipinta vestita di rosso, oppure di una combinazione di rosso e blu.  Era il colore dei cespugli in fiamme, del fuoco pentecostale, del sangue di Cristo, dei martiri, per non parlare dell’emblema stesso della Chiesa. Era il colore associato anche ad un’elevata condizione sociale, infatti chi indossava un abito rosso apparteneva ad un certo ceto, dunque meritevole di rispetto. Il famoso ritratto di Piero della Francesca al Duca di Montefeltro, questo è in abito rosso, che gli dona non solo simbolicamente un tono di regalità. Sembra che “in parte, l’usanza andò persa durante il periodo barocco a causa delle tendenze artistiche del tempo. Durante il XIX secolo, quando il Papa dichiarò il bianco colore ufficiale della Vergine, il rosso cadde in disgrazia ed era più spesso associato al peccato che al divino. Ciò non toglie che è ancor oggi il colore della veste cardinalizia…

 

 Benvenuto Tisi detto “Garofalo” . Annunciazione 

 

Durante il Medioevo l’importanza del rosso non si limitava alla sua affinità con la natura ma era apprezzato perché piuttosto raro. I tintori medioevali, estremamente abili, riuscivano a produrre molti colori ma il rosso era molto difficile da ottenere, almeno in forma duratura. Le radici che producevano la ‘robbia’, un colorante rosso, erano conosciute sin dall’antichità, ma il colore era soggetto a leggere variazioni di alcalinità e di temperatura. Tinture prodotte da insetti quali il chermes, il sangue di San Giovanni e il rosso armeno erano molto ricercate ma difficili da ottenere.  La scoperta dell’America da parte della Spagna portò alla scoperta di ricchezze sconosciute all’Europa del tempo e una di esse era la cocciniglia, un piccolo insetto che abbondava in un tipo di cactus che cresceva in Messico.  Si è quindi scoperto che per ottenere un colorante di una tonalità di rosso viva e duratura si potevano schiacciare ed essiccare le larve della cocciniglia.

 

 

In natura troviamo molte varietà di fiori di questo colore, pesci di acqua dolce e salata, e il pregiatissimo corallo, frutti e ortaggi, uccelli come lo splendido Ibis e il cardinale; inoltre il rosso è il colore in cui virano le foglie in autunno e il cielo durante il tramonto e nelle sfumature dell’alba. I colori sono radiazioni elettromagnetiche riflesse dalle superfici colpite dalla luce che attraverso gli occhi, coinvolgono il sistema nervoso e vengono trasformate dal cervello in sensazioni reali e concrete, spesso discriminanti per le scelte d’acquisto d’un prodotto o per l’apprezzamento di un’azienda. Dunque vediamo il rosso impiegato in molti loghi di aziende importanti di livello internazionale, un esempio su tutti la Coca Cola.

 

Federico da Montefeltro ritratto da Piero della Francesca

 

Il rosso è eccitante e vivace, è il colore dell’eros, della passione e dell’affettività più profonda dimostrata anche con un mazzo di rose di tal colore. Dunque troviamo il rosso nell’ abbigliamento, anche intimo (con valenza di seduzione ma anche  propiziatoria e augurale) e accessori di moda, nella cosmesi, in nuance di colorazioni per capelli ecc…

 

Van Eyck Madonna di Lucca

 

Tra i minerali di color rosso il più noto è il rubino, una pietra preziosa caratterizzata da un accattivante colore acceso, ritenuta d’immenso valore, non solo economico, fin dai tempi antichi.  Portato al collo da Regine, incastonato in corone reali e di  Imperatori, ritenuto a seconda delle culture sacro o magico, il rubino è stato ampiamente utilizzato nell’arco della storia come simbolo di passione, di forza, di fede e di vittoria.

 

 Sandro Botticelli  Compianto sul Cristo morto con san Girolamo, san Paolo e san Pietro, 1490-92 ca., tavola, 1,10 x 2,07 m., Alte Pinakothek, Monaco.

 

Per la sua visibilità elevata, e probabilmente per il fatto che come abbiamo visto è il primo colore che per natura riconosciamo immediatamente, viene usato come indicatore di pericolo nella segnaletica, pensiamo al rosso del semaforo ed anche come segnale di allarme, esempio in alcuni pannelli di controllo, in indicatori e spie di avviso.

 

Enguerrand Charonton

 

Come abbiamo detto all'inizio, il rosso è il colore con le piu vaste declinazioni e varianti, trattarli tutti è impossibile, ci fermeremo ai rossi più importanti per la tavolozza del pittore e sono il rosso di cadmio, il vermiglione o cinabro, il carminio di garanza e le varie lacche rosse. A questi è giusto aggiungere anche le terre e le ocre rosse, come il rosso di Venezia, il rosso inglese, il rosso di Fazzuoli, il rosso Indiano, il rosso di Marte, il Caput Mortum ecc.

 

 

Il Vermiglione o Cinabro

 

 

 

Già formato, allo stato naturale. Questo colore è molto usato dai pittori ed ha un potere coprente molto buono, con un’ottima forza coloristica. Quando viene mescolato con i bianchi, si riesce ad ottenere bellissime gradazioni rosate, molto calde e solide. Mescolato con le lacche rosse, aumenta il suo splendore e la sua stabilità, diventando indispensabile per la realizzazione di nature morte e floreali. Quando questo pigmento viene adoperato allo stato puro (uscito dal tubetto), ha una solidità e fissità senza limiti, come testimoniano molte opere di grandi maestri vissuti parecchi secoli fa, che hanno conservato tutta la loro originale armonia, brillantezza e vivacità.

Il famoso "rosso Tiziano" in realtà non esiste se non tra i parrucchieri contemporanei, il rosso preferito da Tiziano era appunto il Vermiglio

 

Tiziano Vecellio Amor Sacro ed Amor Profano 1515 circa olio su tela 118×278 cm Galleria Borghese, Roma

 

Non bisogna assolutamente mescolare il Vermiglione o rosso cinabro con i colori derivati dal piombo, come ad esempio tutti i gialli di cromo, il giallo di Napoli e tanto meno con il bianco d’argento, con il quale forma il solfuro di piombo, che con il trascorrere del tempo, perde vivacità e scurisce. Il rosso, colore caldo, che in genere ha la caratteristica di dominare sugli altri colori, se unito al giallo (specialmente a quello di cadmio) accresce ancor di più la sua tinta calda, mentre con l’azzurro tende verso i violetti, che sono tinte fredde. Il rosso ha il grande pregio di rinfrescare in modo singolare il verde che gli viene accostato o mescolato. Per il paesaggio è un colore indispensabile in giuste dosi.

 

 

Il Rosso Cadmio

 

É l’unico rosso che può rimpiazzare convenientemente il rosso cinabro, con il vantaggio di avere una maggiore resistenza alla luce ed essere meglio tollerato dagli altri colori, nelle mescolanze. Questo pigmento può essere impastato anche con il bianco d’argento. Ha un delicato e costoso procedimento di approntamento e non è difficile trovarlo nei negozi di belle arti.

 

Il dessert (armonia in rosso, la stanza rossa), Henri Matisse, 1908, cm. 180.5x221, olio su tela, Museo dell'Hermitage, San Pietroburgo

 

Bisogna fare attenzione alla sua originalità perché ci sono in commercio confezioni con denominazioni di “rosso di cadmio” che sono imitazioni, infatti se si legge bene la targhetta del tubetto si leggerà : "rosso di cadmio", con vicino la parola “imitazione”. Non fidarsi se il rosso di questi tubetti appare decisamente luminoso a causa della presenza di derivati del catrame che vi sono stati aggiunti. Altri rossi del tipo minerale, che si avvicinano alla vivacità del cinabro e del cadmio, sono i rossi di antimonio e di cromo. Questi non hanno certamente gli stessi requisiti, circa la solidità, fissità, stabilità, splendore e assoluta resistenza agli agenti atmosferici ed al tempo.

 

 

Il Rosso Crèmisi

 

Diego Velázquez Ritratto di Innocenzo X 1650 olio su tela 140×120 cm Galleria Doria Pamphilj, Roma

 

Un rosso molto luminoso e chiaro. Ricorda il porpora perché contiene anche del blu. Come il vermiglione si estraeva dal Kermes Vermilio.

 

 

il Rosso Carminio

 

A. Van Dyck, Ritratto di Agostino Pallavicini 1621 olio su tela 2162 mm;  1410 mm  Getty Museum Los Angeles

 

 

Rosso scuro che prende il nome da un colorante naturale derivato dall’acido carminico contenuto nella cocciniglia.

 

 

Il Rosso Bourdeaux

 

Mark Rothko Four darks in red 1958

 

É un rosso particolarmente scuro, in pratica una mescolanza di viola e marrone. Il nome deriva dall’omonimo vino rosso francese.

 

 

Il Rosso Granata 

 

Jan Van Eyk, La madonna del cancelliere Rolin, 1435 c., olio su tavola, 66x62 cm., Museo del Louvre, Parigi

 

Un rosso scuro, simile al bordeaux. Il suo nome deriva dal colore dei chicchi della melagrana. È utilizzato sulle maglie di molte squadre di calcio.

 

 

Il Rosso Amaranto  

 

 

 

Un rosso cupo, simile al granata, una versione scura tra scarlatto e cremisi. È il colore tipico dei fiori dell’amaranto, dai quali prende il nome.

 

 

il Rosso di Carminio e la Lacca di Garanza

 

Il rosso carminio deriva da una sostanza animale, che si estrae dalla femmina del Cocus cacti, un insetto che vive sui cactus o fichi d’India. Subisce un ulteriore procedimento dopo un trattamento di essiccazione. Questo meraviglioso colore ha tuttavia due grossi difetti: di essere molto costoso e di avere una scarsissima fissità. Per questi motivi, molti pittori lo sostituiscono eccellentemente con la lacca di garanza, che pur essendo più scura, gli assomiglia molto ed ha una buona stabilità.

 

 

Lucio Fontana attese 1968

 

Questo è un pigmento di origine organica e vegetale. Questa è una delle lacche più stabili. Qualche volta viene imitata con l’impiego di legni di minor pregio, perciò è bene sempre fare molta attenzione alle etichette dei tubetti. Le gradazioni di questa lacca variano da un cremisi intenso al marrone rossastro. É abbastanza trasparente, come d’altronde tutte le lacche e può essere impiegata anche nella tecnica della tempera, oltre che naturalmente quella dell’olio ed impiega molto ad asciugare

 

 

le Terre Rosse

 

Sono pigmenti che derivano dal ferro e prendono le denominazioni di rosso inglese, Caput Mortum, ocre rosse, rosso di Venezia, rosso di Pozzuoli, rosso Indiano, terra di Siena bruciata e molte altre. In generale, tutte queste terre rosse hanno un’ottima resistenza agli effetti della luce, del tempo e degli agenti atmosferici. Il rosso inglese è un colore solidissimo, ma occorre adoperarlo con molta cautela, perché ha una forte potenza coloristica che lo rende dominante sui colori a cui viene mescolato o accostato.

 

Michelangelo Merisi da Caravaggio Morte della Vergine 1604 olio su tela 369×245 cm Musée du Louvre, Parigi

 

Anche la terra rossa, conosciuta come ocra rossa, è un colore solidissimo, di tinta meno tendente all’arancione. Per il rosso indiano, anch’esso colore solidissimo, occorre tenere presente che, se mescolato con il giallo di cadmio chiaro e/o il rosso Saturno, subisce delle sicure alterazioni. La terra di Siena bruciata è una terra calcinata. La sua gradazione è dovuta ad una giusta combinazione di ossido idrato di ferro e di manganese. Per il suo caratteristico colore è difficile da imitare. Il suo potere colorante è molto buono, la sua fissità altissima, ed asciuga in brevissimo tempo. Si ottengono bruni meravigliosi mescolandola con i colori scuri, tra i quali anche il nero.

 

 

Minio

 

Questo pigmento di origine inorganica, che si trova anche allo stato naturale, ma con un po’ di difficoltà. Le caratteristiche di questo pigmento sono variabili e dipendono sempre dalla procedura per la sua preparazione.

Come testimoniano i manoscritti relativi alle ricette per la preparazione di pigmenti rossi di fine Medioevo,  tra l’epoca romana e il Medioevo non sussistettero grandi differenze nell’utilizzo dei materiali impiegati. Il rosso minio, che in epoca romana per la sua brillantezza veniva usato per dare risalto alle iscrizioni su marmo, in epoca medievale era utilizzato per la lettera dei capitoli. Solo con il Trecento il termine miniatura andò a definire i dipinti di piccolo formato, ma in realtà l’origine etimologica del termine si rifà proprio al minio.

 

 

I detriti molto raffinati e di tonalità vicina al rosso scarlatto, hanno un potente potere coprente. In soluzioni acquose diventa marrone e continua a scurirsi sotto gli effetti della luce a causa della formazione del biossido di piombo. In soluzioni oleose diventa stabile e viene impiegato nella tecnica della pittura a olio e nell’encausto. Il minio, a causa delle sue bassissime qualità, è sconsigliato nelle tecniche dell’affresco e della tempera.

 

 

il Rosso di Smalto

 

Questo è un pigmento che ha origine inorganica, minerale e sintetica. Esso è noto fin dai tempi degli Assiri, non è altro che un vetro colorato insieme ad ossido rameoso o porpora di Cassio, che viene finemente macinato in acqua e portato poi, a fusione in cruogiuoli, in modo da formare un’omogenea amalgama vetrosa.

 

 Tamara de Lempicka Donna in Rosso

 

Esso possiede un buon potere coprente e non viene aggredito da soluzioni acide e basiche. Si può impiegare con sicurezza nella tecnica dell’affresco, della tempera e dell’olio. Sconsigliato in modo particolare nella tecnica dell’encausto.

 

 

Il Rosso Sangue di Drago

 

 

É una tinta che ha origine organica, naturale e vegetale. Questo pigmento non è altro che una resina dal colore bruno,rossastro all’esterno e rosso carminio all’interno, derivata dai frutti del Calamus Draco Willd, una pianta rampicante appartenente alla famiglia delle palme e della Dracaena draco delle Giliacee. Questo colore si altera con molta facilità ed è solubile in alcool etilico.