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COSA C'È DIETRO UN DIPINTO? UN MONDO! Che può rivelarvi segreti che non vi aspettereste

July 20, 2018

 

 

Le opere d'arte pittorica e fotografica, a differenza della scultura e della architettura hanno piu o meno un verso, nel senso che hanno una ed una sola facciata, il retro non conta, non è arte e non ha nulla di interessante. Questo è il pensiero comune, logico e spesso veritiero, ma non sempre, anzi, il retro di un dipinto può essere pieno di sorprese e rivelare molte cose del "lato nobile"; quindi l'aspetto più spesso trascurato di un'opera d'arte non è affatto il meno importante.

Prima di affrontare l'interesse pratico del "lato B" dei dipinti vediamo qualche curiosità.

 

Cornelius Nobertus Gijsbrechts, "Trompe l'oeil. Il rovescio di una pittura incorniciata" , 1668-1672, Statens Museum for Kunst

 

 

Un artista di certo particolare fu l'olandese Cornelius Norbertus Gijsbrechts, che nel 1672 prese a soggetto del lato A di una sua opera il lato B. Ma altri artisti si sono cimentati sul retro dei dipinti come nel caso di Daniele da Volterra (quello che dipinse le mutande ai personaggi della Sistina) con un quadro bifacciale che mostra la lotta tra Davide e Golia. In questo caso la scena è fedelmente riprodotta dai due punti di vista opposti.

 

 

Daniele da Volterra, combattimento di Davide e Golia (bifronte), 1550-55 ca

 

Ma nella storia dell’arte non mancano anche tanti esempi di dipinti volutamente bifacciali. Il caso più noto, il doppio ritratto di profilo di Federico da Montefeltro e Battista Sforza realizzato nel 1474 da Piero della Francesca, mostra sul retro due immagini dei relativi trionfi con tanto di dediche commemorative in latino.

Ancora più singolare, e il licenzioso, è doppio ritratto di una suora in preghiera realizzato nel Settecento dal pittore svedese Martin van Meytens. 

 

 

Il retro dei quadri può farci scoprire, ad esempio, che tanti pittori del Novecento, non potendosi permettere l’acquisto di nuove tele, spesso dipingevano anche sul retro di quelle già usate. Noto è il caso di un'opera di un Picasso “Doppio” venduto all’asta per 67 milioniIl dal magnate Bill Koch che lo aveva pagato 3, prima di scoprire che sul retro della tela c’era un altro dipinto. Durante un restauro 2000 il proprietario, scoprì che sul retro della tela era dipinto un altro Picasso. Si trattava di una caricatura di un mercante d’arte amico dell’artista, nascosto dietro il rivestimento.

Il retro ci rivela anche alcuni piccoli trucchi dell’artista: Lucio Fontana, ad esempio, rinforzava con delle barre passanti i suoi celebri tagli per far sì che lo strappo non si aprisse troppo verso l’interno.

 

 

 

Se osservate bene la foto del retro qui sopra, potrete notare che Fontana aveva l'abitudine di titolare l'opera "Attese", e di scriverci una frase di suo pugno, diversa per ogni opera; in questo caso scrive: "le giornate passano lentamente" e poi aggiunge ben due frecce ad indicare il verso in cui va appesa l'opera.

 

 

 

Certe volte, addirittura, il retro è più prezioso del dipinto frontale. È il caso dei quadri di un pittore dilettante, tale Lewis Todd, che negli anni Cinquanta ricevette da Francis Bacon una prima versione del Papa Innocenzo III, di cui l’artista non era soddisfatto, con l’ordine perentorio di tagliare la tela in più parti prima di riutilizzarla. Solo nel 2006 gli eredi di Todd scoprirono di avere in casa un tesoro da 200.000 sterline nascosto dietro le croste del nonno…

Ma veniamo ai cinque suggerimenti pratici che portrete scoprire quardando dietro i dipinti e cosa possono rivelarvi.

 

 

1. Guardare le etichette

 

 


La maggior parte delle gallerie etichetta le immagini che comprano e vendono. Un'etichetta della galleria può dirvi una serie di cose, tra cui quali gallerie hanno posseduto il dipinto e, se siete fortunati, l'anno in cui lo hanno acquistato. Una etichetta con un buon nome può essere fantastica per determinare la provenienza e può davvero aggiungere valore al lavoro. A Londra, per esempio, avere etichette di rivenditori come The Fine Art Society e Richard Green, testimoniano per voi, che quell'opera la hanno valutata e trattata istituzioni di prestigio e che quindi potete fidarvi.

 

Sano di Pietro (1405-1481), La Madonna col Bambino, intorno al 1450


Anche le etichette espositive sono importanti da cercare: se un dipinto è stato mostrato in qualche luogo significativo, un importante museo, una mostra di rilievo, ne sottolinea l'importanza. Un'etichetta espositiva può anche portarvi a recuperare le recensioni originali; una volta identificata la mostra in cue è stato esposto, è possibile ritrovare articoli di giornali e testi che riguardano il dipinto, permettendo di vedere come è stato accolto per la prima volta dal pubblico e la critica del tempo.
 

 

2. Seguire i segni, per tracciare il percorso di un lavoro 
attraverso il tempo

 


Spesso, dietro i dipinti potrete trovare segni in gesso apparentemente senza senso, ma  quei segni di gesso sono parte integrante del puzzle per scoprire la storia del dipinto. Sotheby's ad esempio ha sempre utilizzato il gesso giallo per contrassegnare le immagini, mentre Christie's ha utilizzato una serie di marchi sin dal 19 ° secolo, che consentono di vedere chi ha acquistato e posseduto un'opera nel corso della sua storia.

 

Le iniziali SG sotto la coroncina reale erano il marchio del collezionista dell'Infante Don Sebastián Gabriel de Borbón, che possedeva una delle collezioni più importanti del XIX secolo

 

Altri usano ed hanno usato codici a barre, marchi, incisioni a fuoco sulla cornice, ecc. ecc. Non è da trascurare che i vari segni nel retro dei quadri possano portarvi ai precedenti proprietari ed avere un'opera con un ex proprietario interessante o di prestigio ha un effetto positivo sul valore dell'opera. Le informazioni che si possono trarre dal retro di un lavoro possono essere fondamentali per una ricerca più approfondita sulla provenienza; archivi come quelli conservati presso le fondazioni che trattano quel determinato artista, le associazioni, le stesse case d'asta vi permettono di ripercorrere la vita del dipinto a ritroso.
 

 

3. Non credere a tutto ciò che leggi


Le iscrizioni (qualsiasi cosa scritta sul retro del dipinto) possono raccontare una varietà di cose, dal titolo dell'opera al nome dell'artista. Si consiglia però cautela, perché possono essere fuorvianti. Alcuni potrebbero dire che l'immagine è di un artista che non l'ha dipinto. Un nome scritto su un'opera potrebbe essere quello dell'artista, ma potrebbe anche essere suo allievo, un membro della famiglia, un mercante d'arte o chiunque altro - c'è un numero infinito di possibilità, compresa quella di trovarci appuntata la lista della spesa del giorno dopo
 

 

4. Guarda con attenzione il rivestimento per possibili segni di restauro

 


A differenza della parte anteriore di un pezzo, la parte posteriore di un'opera spesso consente di vedere se è stata restaurata, ri intelaiata, magari ridotta di dimensioni perchè i bordi si sono danneggiati nel tempo. Tutti quei segni che indichino che c'è stato un lavoro di ripristino insomma, il che non è necessariamente una brutta cosa, ma non è sempre una buona cosa, dipende da come è stato fatto, sopratutto perchè e poi da chi. 

 

 

Il retro del quadro quindi ci da informazioni certamente piu precise del fronte sullo stato di conservazione del dipinto. La Gioconda, tanto per citare il quadro più famoso del mondo, mostra sul retro della tavola una preoccupante fessura già riparata in passato con due tasselli a coda di rondine.​

Ogni intervento rilevabile, di per se quindi non dice nulla di piu di ciò che è e cioè che il dipinto ne aveva bisogno e che fondamentalmente il pezzo è stato danneggiato o usurato in qualche momento e poi ripristinato il che vi suggerisce di fare ulteriori indagini. A volte un lavoro è segnato perché ha "lavorato", nel senso che ha girato per tante mostre, tante proprietà, tanti luoghi magari con microclimi diversi o in alcuni casi patito le vicende indirette degli eventi storici; insomma il dipinto ha vissuto molte vite; a volte, solo per stabilizzarlo, viene aggiunto un rivestimento o per correggere a una quantità molto piccola di danni o usure.
 

 

5. È possibile scoprire cose strane e meravigliose

 


Ciò che si nasconde dietro un dipinto può spesso sorprendere quanto ciò che è sul lato nobile. Anche se è estremamente raro, ci sono stati casi di dipinti, come abbiamo visto per il Picasso, che sono stati trovati nascosti dietro altre opere, a volte per centinaia di anni, sfuggendo all'attenzione di gallerie e case d'asta. 

 

 

Una fodera scolorita o una insolita fila di chiodi possono essere un indizio, anche se a volte questi capolavori segreti vengono rivelati solo quando un'opera viene restaurata. È impossibile dire perché un'opera sia nascosta in questo modo: potrebbe essere stato un modo per archiviare e preservare un'opera, o potrebbe semplicemente essere che il soggetto raffigurato è stato riproposto in un'altra versione.
Nei casi in cui il reframing sarebbe difficile, la tecnologia di imaging ora consente agli esperti di vedere attraverso gli strati più alti di un lavoro i dipinti o i disegni originali sottostanti, come abbiamo visto spesso gli artisti nei periodi di difficoltà riutilizzare le tele.

 

 

Marco O. Avvisati

 

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