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COME COMPRARE (O NON) ARTE CONTEMPORANEA

February 15, 2019

 

Uno dei temi ricorrenti in materia di arte contemporanea è se valga la pena o meno investire in questa, e la risposta è certamente positiva, se non altro perché l'arte antica e moderna non sono altro che l'arte contemporanea di qualche decennio o secolo fa e se questo non bastasse, per decidere se ne vale la pena basta guardare i risultati economici che l'arte contemporanea crea, ma sopratutto ricordarsi sempre che acquistando bene un'opera d'arte contemporanea, non solo si possiederà un oggetto, ma un pezzo dell'anima dell'Uomo che supererà i confini del tempo e dell'uomo stesso, e nessun altro “oggetto” permette tanto. 

 

Marina Abramovic  

 

Dato che la domanda che ci siamo posti è se sia o meno utile investire in arte contemporanea, è evidente che stiamo parlando anche di economia, mercato e di soldi; eviteremo di addentrarci sul cosa sia o non sia arte, che nell'ambito dell'arte contemporanea è un aspetto ricorrente e legittimo, perchè se è vero che l’arte è l’incontro inatteso di forme, spazi e colori che che trovano un nuovo senso, è anche vero che gli questo senso è tanto nuovo da proiettarlo nel futuro prossimo mentre noi siamo qui oggi, di conseguenza la lettura non è sempre facilitata.

 

Manfred-Kielnhofer Public Sculpture alla Biennale di Venezia

 

Non potendo quindi realisticamente fornire una risposta univoca e giusta per tutti e tutte le sensibilità, potrà essere piu utile offrire degli spunti di lettura per identificare quali indicatori ci possono avvicinare a "leggere" il senso e l'investimento in arte contemporanea. In primo luogo bisogna sempre ricordarci che il mercato dell'arte contemporanea è un mercato, punto! É inutile girarci tanto intorno, questa è la realtà e queste sono le regole: opere per soldi.

Se l'arte, le opere ed i soldi sono il centro intorno cui ruota il mercato, primi attori sono ovviamente da una parte gli artisti e dall'altra i collezionisti, entrambe alla ricerca l'uno dell'altro.

 

ATTORI E COMPRIMARI

 

Il mercato dell'arte contemporanea in particolare è un mercato evoluto e che continua ad evolversi sempre più in fretta, il che significa, tra l'altro, che insieme ai primi attori di cui sopra, esistono tutta una serie di comprimari tutt'altro che marginali, che influiscono in maniera determinante sul mercato ed i suoi risultati: curatori, critici, advisor, giornalisti, mercanti, finanziarie, banche, solo per citare alcune di queste figure professionali, ma anche mostre, fiere, aste e gallerie per citare alcuni degli operatori "istituzionali" senza dimenticare, il sempre maggior effetto del web e del mondo finanziario. Tutti questi, insieme ed in concorso, sono il mercato che sta tra l'artista ed il collezionista.

 

 

Arrivati a questo punto, è possibile che qualcuno eccepisca che le strutturazioni del mercato alterino l'arte, e che "sporchino" la purezza dell'arte, quindi chiariamo subito a questi "pseudopuristi" che l'arte si è sempre venduta e rivenduta, e che il mercato, esiste proprio per far incontrare artista e collezionista: è nel suo interesse; ma fa anche di più, permette ad entrambi di esistere e progredire. Per non dilungarci troppo su questo tema e per arrivare ad una determinazione chiara, facciamo l'esempio di Michelangelo, che non avrebbe mai dipinto la Cappella Sistina se non fosse già stato famoso, se la Cappella non la avesse voluta da Giulio II per aumentare il suo prestigio e se questo non avesse pagato Michelangelo stesso.

 

 

Questi psedopuristi, citano spesso l’esempio dell'altista Banksy ed il suo sottrarsi al mercato; ma se è certamente una sfida la sua, neanche lui (e forse proprio grazie alle sue sfide) si sottrae alle regole del mercato; ultimo esempio è la vicenda dell'opera che Banksy ha fatto a strisce mentre veniva battuta all'asta, che a suo dire doveva essere appunto una sfida, il risultato è stato però che l'opera, anche a strisce, ha guadagnato valore, la casa d'aste ha fatto notizia, Banksy è ancora piu leggendario e le sue opere sempre più ricercate e costose; diverso sarebbe stato se avesse disconosciuto l’opera, ma non lo ha fatto.

 

PASSATO, PRESENTE E FUTURO

 

Chiarito che ci troviamo in un mercato e che questo è un elemento di selezione, moltiplicazione, stimolo e contatto tra domanda dei collezionisti ed offerta degli artisti, è ovvio che stiamo parlando di contenuti espressi in forma d'arte ma anche che passano di mano per soldi ed in alcuni casi per molti soldi e che orientarsi per l’una o l’altra ragione, non è facile.

Per l'arte antica e quella moderna, con artisti consolidati (viventi o meno che siano) le scelte dei collezionisti sono piu facilitate: le informazioni sono maggiormente disponibili, essendoci uno storico già acquisito, le opere già conosciute ed i prezzi medi noti, con oscillazioni ridotte.

 

 

Nell'arte contemporanea il discorso si complica; gli artisti amerebbero che il loro valore e contributo venga riconosciuto mentre sono ancora in vita, in pochi, a priori, vorrebbero essere i Van Gogh di oggi, e vendere un solo dipinto mentre sono in vita e far poi felici al massimo i propri eredi, con il rischio di non essere poi mai nemmeno Van Gogh. I collezionisti di  converso, amerebbero investire oggi in un Van Gogh ai suoi esordi, invece che in qualcuno che si riveli una costosa bolla di sapone. La produzione, essendo viventi gli artisti, è continua e i prezzi soggetti a rapide oscillazioni secondo criteri non sempre individuabili chiaramente.

Muoversi in un mondo così complesso è quindi difficile ma qualche linea guida bisogna pur sempre seguirla affinchè gli artisti giungano ai loro collezionisti e questi trovino il loro giusto artista; cercheremo quindi di segnalarne alcune guardandole da entrambe i punti di vista.

 

 

COLTIVARE IL TALENTO

 

Appare ovvio che una delle caratteristiche essenziali di un artista è essere dotato di talento; e se in massima parte il talento è qualcosa che l'artista ha in se e non materialmente misurabile, è essenziale però che questo venga coltivato, altrimenti rimane inespresso e senza futuro. Artisti si nasce, ma solo per nascita non si diventa artisti. Tra le tante professioni, quella dell'artista è una delle poche in cui si può dire che non "si fa l'artista" lo si è.

 

 

Non si smette mai di affinare i propri talenti a patto crederci e di dedicarcisi con costanza; è difficile dire quale debba essere la via per sviluppare il talento, ed in molti casi è soggettiva. Mentre una è certamente essenziale ed imprescindibile: il crederci, altre sono quasi altrettanto importanti come ad esempio gli studi, le esperienze, la ricerca, le collaborazioni e sperimentazioni, sono fonte di approfondimento e di affinamento del proprio talento, rappresentano un percorso importante per l'artista leggibile nelle suo opere, anche dai collezionisti. Questo aspetto è essenziale per l'artista e per la sua evoluzione sia per il suo collezionista che ne segurà il percorso.

 

 

DIMMI CHI TI SEGUE

 

 

Le capacità espressive, intuitive e creative sono presenti in molti giovani, ma perchè diventino degli artisti, perchè attraverso queste possano realizzarsi, viverne e con questo aggiungere contenuti alla storia dell'arte e della Cultura hanno bisogno di essere affiancati, aiutati, stimolati.

Picasso sosteneva che “Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.”

 

 Lo Studio di Picasso

 

 

Leo Castelli fu un famoso gallerista che nella sua galleria di New York fece da "incubatore" ed investì, tra i primi, quando ancora erano agli esordi, in artisti come: Jackson Pollock, Willem de Kooning, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Cy Twombly, James Rosenquist, Roy Lichtenstein, Andy Warhol e molti altri, che hanno poi percorso le loro carriere in tutto il mondo, ma hanno sempre riconosciuto quale merito e volore avesse avuto a Castelli nella loro arte e carriera.  Osservare il percorso di un artista, la solidità, l’esperienza e la qualità di chi lo ha affiancato nel crescere ed affermarsi, offre al collezionista una idea chiara di quanto sia forte la sua identità e che molto probabilmente la sua arte si consoliderà ancora in futuro.

 

 

MOSTRE

 

É evidente a tutti che non sia vero che le mostre d'arte non servano per vendere arte, solo che lo fanno in maniera indiretta ma molto solida. Essere inseriti in una mostra di arte contemporanea di un museo, in una rassegna ed ancor più nella collezione permanente, rappresenta la consacrazione per un artista e quindi anche per i suoi collezionisti. La mostra offre una visibilità ampia e trasversale, fa sì che l'artista sia notato da un pubblico vasto e che potrebbe ambire ad avere una sua opera.

 

 

Non sono rari i casi in cui siano gli stessi collezionisti a spingere e promuovere presso curatori e direttori la collocazione di un artista in una mostra, al fine di aumentarne notorietà, il prestigio ed il relativo valore. Studiare sempre se nella carriera di un artista ci sono delle mostre, quali e di che qualità, offre un solido riferimento sul suo valore presente e futuro.

Se un artista è ben assistito, atrarrà l'interesse oltre i confini nazionali, le sue opere viaggeranno per mostre e fiere in tutto il mondo; se è vero che l'arte non ha confini, così devono essere le opere.

 

 

CRITICA

 

Un tempo si diceva che l'Italia era un paese di CT di calcio, è un poco che non lo si sente piu dire, evidentemente buona parte sono diventati critici d'arte. In effetti la professione del Critico d'Arte è una professione aperta, e l'arte, per definizione è liberamente giudicabile, ma a tutto c'è e ci deve essere un limite.

 

 

Se volete "leggere" una analisi di un artista, guardate bene cosa dice ma anche chi la ha scritta: il suo percorso, la sua professionalità e l'esperienza ed anche di quali altri artisti ha scritto per avere una visione d'insieme. Una critica autorevole sarà letta da un pubblico vasto ed a sua volta autorevole. Una buona critica vi offrirà l'occasione di scoprire nuovi ed ulteriori spunti di osservazione e comprensione e poi, ovviamente, confrontate la lettura con le vostre impressioni e sensazioni.

 

IDENTITÀ ED EVOLUZIONE

 

Non è raro che un'artista contemporaneo salga rapidamente alla ribalta per il suo talento e le sue intuizioni, in questi casi il mercato ne coglie immediatamente le opportunità e questo venga molto proposto e molto richiesto con una ricaduta rapida sui prezzi. Ma può capitare che l'artista rapito dal successo e sollecitato dal mercato tenda a smettere di evolvere il proprio lavoro, passando dalla creazione alla produzione, di fatto replicando le opere che gli hanno dato l’iniziale successo ma senza aggiungerci nulla di nuovo; questo appagherà il mercato, il portafoglio e l'ego dell'artista ma per un breve tempo, il mercato si stancherà delle repliche della stessa idea e passerà ad altro, con conseguente crollo dei prezzi e dei valori delle opere.

 

 

Questo rappresenta evidentemente un danno per l'artista (ma ne è la causa) ma anche per quei collezionisti che hanno creduto e pagato le sue opere iniziali e che poi si trovano in mano opere senza futuro e frutto di una moda passeggera. É quindi sempre molto importante, tanto più per artisti contemporanei che questi, al di là del successo del momento, continuino la loro ricerca, che al di là delle conferme che gli stia dando in quel momento il mercato, evolvano la loro sensibilità, che sperimentino vie nuove dando un seguito al loro percorso mettendo nei nuovi lavori la propria riconoscibile personalità applicata a nuovi temi. Uno degli esempi piu noti di questo percorso è ovviamente ed ancora una volta Pablo Picasso, che dotato di una forte identità, non ha mai smesso di sperimentare e mettersi alla prova tanto da dire: “A dodici anni dipingevo come Raffaello, però ci ho messo tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino.”

 

 

CONTEMPORANEO NON È PER SEMPRE

 

Essere contemporanei ad un certo punto finisce e si diventa moderni; nuovi temi e nuove sensibilità verranno avanti e questo non deve rappresentare un problema ne per l'artista ne per il suo collezionista, a patto che l'arte ed il suo artista si siano consolidati, acquisito una propria dimensione ed identità a cui magari guarderanno i nuovi contemporanei. Ma è un passaggio delicato che deve essere gestito ed interpretato.

 

 

Piu di qualche collezionista lamenta che dopo aver comprato un'opera di un artista molto promettente, pieno di qualità e che della cui carriera aveva seguito i fondamentali ed è stato attento a tutte le indicazioni precedenti, ma poi con il tempo dell’artista se ne sono via via perse le tracce, fino a che dopo la morte è stato completamente dimenticato; quel che rimane è uno o piu dipinti in mano ai pochi collezionisti ed il valore della sua arte perduto. Abbiamo visto prima che è importante chi affianca l'artista durante tutta la sua carriera: galleristi, curatori, critici e mercanti che scelgono di seguire un determinato artista, investono su di lui e sulla sua arte ed è molto probabile che continueranno nel tempo a valorizzarne le sue opere, questo anche dopo la morte dell'artista costituendo, spesso insieme alla famiglia, delle fondazioni e centri di ricerca per dare continuità al suo lavoro e non disperderlo. Conoscere la serietà e la professionalità di chi segue e come la segue la carriera di un artista è spesso determinante per il futuro di un'opera ed un artista durante e dopo il suo lavoro.

 

DIMMI CHI TICOMPRA E TI DIRÒ CHI SEI

 

Non esistono due collezionisti uguali, ognuno usa criteri e parametri diversi per le proprie scelte, ma sono comunque, ognuno a modo loro, degli esperti. Seguire le scelte, di acquisto e di vendita, di un importante collezionista, che si sente vicino a se, per criteri, è un ottimo modo per fare delle buone scelte, ma se i criteri sono simili, non è detto che le ragioni lo siano, e molto probabilmente non le dirà, quindi va posta molta attenzione.

 

 

Altrettanto importante, e per le stesse ragioni, è per un artista essere prescelto da un grande collezionista; la sua collezione sarà esempio per altri collezionisti, sarà visitata da altri collezionisti e molto probabilmente un giorno l'intera collezione finirà in un museo od una fondazione d'arte. La leggendaria Peggy Guggenheim fu una importante collezionista ed entrare nella sua collezione ha significato il successo per molti artisti oggi famosi: la sua collezione oggi è una delle piu importanti al mondo con un museo ad essa dedicato.

 

 

WEB E FAKE

 

L'arte contemporanea ha evidentemente a che fare con il mondo del Web, che se ben utilizzato è una formidabile risorsa per far incontrare artisti e collezionisti; in primo luogo abbattendo confini di spazio e di tempo, linguistici e culturali; può fornire informazioni ed approfondimenti su tutti i punti che abbiamo visto prima, consente di conoscere artisti ed ad agli artisti di farsi, a loro volta, conoscere in un modo che senza web non sarebbe possibile. La rete permette di conoscere prezzi e tendenze ai collezionisti ed agli artisti di giungere a collezionisti inattesi, diversificati e lontani.

 

 

In sostanza il Web fa semplicemente per l'arte quello che fa per ogni altra attività: veicola informazioni; ed ovviamente anche nell'arte porta con se gli stessi rischi: la qualità, l'attendibilità e la quantità delle informazioni. La rete può "creare" o "smontare" un artista in maniera artificiosa, diffondendo una ragnatela di informazioni prive di fondamento reale in cui si può rimanere impigliati.

La capacità e la maturità di filtrare i dati raccolti, di incrociarli e poi di verificarli è essenziale sia per tutti gli operatori del mondo dell'arte, e l'unico modo è quello di superare la dimensione virtuale ed incontrarsi.

 

Da questi, speriamo utili, spunti di riflessione e di approfondimento, un dato deve essere chiaro: non esiste nessuno che possa dirvi oggi, con assoluta certezza, che il dato artista sia la stella di domani. Chiarito questo, però è possibile, seguendo i consigli cui sopra, avere delle approssimazioni, e tanto piu le approfondirete tanto piu i risultati saranno solidi ed affidabili.

 

 

Marco O. Avvisati

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