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LE INTERPRETAZIONI ASTRUSE NELL'ARTE. La bellezza è semplice e diretta

June 1, 2019

 

Sarà capitato anche a voi di visitare una mostra interessante, in una galleria di qualità e proprio per queste ragioni vi siate procurati il relativo testo critico e comunicato stampa per approfondire; ebbene a me è capitato questo di cui vi invito alla lettura di un estratto 

 

"Se la tradizione europea moderna ha interpretato il cammino come modalità filosofica conoscitiva, che dalle rêveries del Promeneur Solitaire di Jean-Jacques Rousseau a Der Spaziergang (La passeggiata) di Robert Walser ha coniugato semplicità e contemplazione, pensiero teoretico e visionarietà, l’arte di (....) mostra similmente il percorso di una pittura come atto di pensiero in movimento nel mondo, dimensione al tempo stesso analitica ed emozionale, fatta di ricognizione e improvvisazione intuitiva, memoria e partecipazione. (....) si approssima in ciò a una forma di scrittura articolata nella composizione delle singole opere, in cui è la natura dei loro accostamenti a determinare il senso della frase pittorica. Ecco perché le tele singolarmente non hanno mai titoli, ma sono le immagini e le variazioni generate dall’artista mediante l’evolversi del lavoro a istituire un possibile testo finale offerto allo spettatore in forma di mostra".

 

 

Meno male che il piccolo delizioso quadro (in apertura dell'articolo) è senza titolo perché se ne avesse avuto uno chissà mai quali e quante citazioni filosofico letterarie avrei dovuto digerire!

Il compito di un testo critico è quello di offrire all'osservatore delle chiavi di lettura, di approfondimento e se vogliamo anche di interpretazione che vadano oltre la lettura visiva ed emozionale del primo sguardo; anzi, un buon ed utile testo, dopo l'osservazione dell'opera, dovrebbe ricondurre all'opera stessa per ritrovarvi quelle chiavi di lettura e dimensioni che il testo ci ha svelato, questo, a mio parere, quantomeno non invita a tornare all'opera, ma ad andare a casa. Nello specifico guardando quell’opera, grande appena 28 x 21 centimetri, non mi sono venute alla mente interpretazioni astruse e collegamenti vertiginosi, ma piuttosto che quando si guarda un quadro, non si pensi a nulla; lo si guarda e ci si concentra solo sulle proprie sensazioni e sulla sua bellezza senza metterla in relazione con nient’altro. Esiste solo ciò che vediamo e sentiamo, semplicemente perchè l'opera già possiede in sé il suo valore, altrimenti opera non è. Quando c'è qualità, sono le opere che parlano e chi osserva tace.

 

Tom Deiniger

 

Alcuni pensano nel mondo dell'arte, e non solo, che complicando a dismisura le cose semplici, che sopra argomentando le cose chiare se ne aumenti il valore, quando invece si ottiene l'esatto contrario: si crea confusione, il buono ed il bello, perdendo evidenza rispetto al brutto ed inutile, inondati di parole e citazioni che coprono gli uni e gli altri. 

Il risultato è che le belle opere come quella di Svenja Deiniger (a questo punto mi pare giusto dirvi il nome dell'artista) condivida il mondo delle opere dell'artista quasi suo omonimo Tom Deiniger  che crea divertenti repliche di opere famose con la spazzatura.

 

 

Marco O. Avvisati

 

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